

Marina Petani è una professionista nell’ambito della Danza-Movimento-Terapia e della psicoterapia espressiva.
Ha conseguito il Diploma in Danza-Movimento-Terapia presso A.T.I. (Art-Therapy Italiana), un Postgraduate Diploma in Arts Psychotherapy Goldsmiths’ College dell’Università di Londra, Laurea Magistrale in Psicologia Clinica e Specializzazione in Psicoterapia Espressiva.
È socia ordinaria e supervisore APID (Associazione Professionale Italiana Danza-Movimento-Terapia). Nel corso della sua carriera ha maturato un’ampia esperienza come conduttrice di percorsi individuali e di gruppo, lavorando con bambini, adolescenti, adulti e anziani, sia in contesti educativi che clinici.
Come psicologa e psicoterapeuta, ha collaborato con scuole, comunità terapeutiche, centri di salute mentale e istituzioni socio-sanitarie, utilizzando il movimento come strumento di prevenzione, sostegno, riabilitazione, cura e integrazione psicofisica. La sua attività comprende interventi rivolti a pazienti psichiatrici, persone con disabilità neurologiche, bambini con disturbi dello spettro autistico e con difficoltà di apprendimento.
Parallelamente all’attività clinica, ha svolto un ruolo di formatrice per insegnanti e operatori, diffondendo l’utilizzo della Danza-Movimento-Terapia e della Laban Movement Analysis in ambito educativo e preventivo. È stata relatrice in Convegni nazionali e internazionali e ha partecipato a progetti di ricerca sul valore terapeutico ed educativo del movimento, contribuendo alla diffusione della disciplina in Italia.
Ha pubblicato numerosi articoli sull’utilizzo clinico della Danza-Movimento-Terapia.
Attualmente è Presidente dell’Associazione Zeronovanta di Rimini, formatrice in Master Universitari e Scuole di Specializzazione in Psicoterapia dell’età evolutiva e Osteopatia Pediatrica. È co-responsabile del Progetto Tartaruga DERBBI, dedicato alla riabilitazione di bambini con disturbo dello spettro autistico.
La sua professionalità integra competenze cliniche, artistiche e formative, con una costante attenzione alla relazione, al corpo e al processo creativo come strumenti di cura e trasformazione.