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Supporto psicologico durante la Procreazione Medicalmente Assistita: quali le ragioni per richiederlo

Le statistiche parlano chiaro: in Italia circa il 40% delle coppie che fa ricorso alla fecondazione assistita abbandona il percorso dopo un solo tentativo fallito.

Perché? Purtroppo si tratta di percorsi che spesso possono rivelarsi più lunghi, incerti e faticosi di quanto ci si aspetti inizialmente. Sono cammini emotivamente complessi, anche dal punto di vista relazionale, sia per la donna sia per l’uomo che cercano la strada per diventare genitori: il mancato concepimento nel momento in cui si cerca una gravidanza e la diagnosi di infertilità sono veri e propri ‘eventi traumatici’ che possono portare a una crisi dei singoli partner o della coppia, in quanto tale, specie se la ‘condizione’ permane per lungo tempo.

“Accettare la condizione di infertilità ed eventualmente affrontare il successivo iter diagnostico e terapeutico necessario per provare a realizzare il desiderio di genitorialità non è certamente semplice e finisce per richiedere un grande dispendio di energie, fisiche e soprattutto emotive. Un adeguato sostegno psicologico permette di ‘reggere’ meglio lo stress e di affrontare questo percorso il più serenamente possibile, acquisendo maggiori strumenti e risorse per superare le difficoltà”, commenta la dott.ssa Valentina Monti, psicologa del centro Genesia.

“Faccio il medico della riproduzione ormai da molti anni e nel mio percorso professionale ho incontrato coppie molto differenti, per background, storia clinica e approccio alla fecondazione assistita: in passato erano molte le coppie che rifiutavano la consulenza psicologica, perché la ritenevano superflua e adatta solo a chi stava già vivendo male il percorso. Oggi per fortuna le cose sono molto cambiate e donne e uomini alla ricerca di un bimbo capiscono bene il valore aggiunto che il supporto psicologico può rappresentare”, aggiunge il dott. Borini, ginecologo specializzato in fecondazione assistita, direttore di 9.baby, un network GeneraLife.

Cosa prevede la legge 40/2004?

La legge 40/2004 che regola la fecondazione assistita nel nostro paese tiene in considerazione le importanti implicazioni psicologiche legate all’infertilità e ai trattamenti di Procreazione Assistita e per questo prevede che i Centri mettano a disposizione dei pazienti un servizio di consulenza e supporto psicologico.

Il ricorso a tale servizio, pur non essendo obbligatorio, è vivamente consigliato, e come da linee guida pubblicate nel 2008 ad integrazione della l.40/2004, deve essere reso accessibile prima, durante e dopo che il trattamento è stato completato, ovvero in tutte le fasi del percorso di fecondazione assistita.

Consulenza e supporto psicologico al centro Genesia

Genesia offre alle coppie la possibilità di accedere al servizio di consulenza e supporto psicologico.

Idealmente, la coppia, successivamente alla prima visita con il medico, avrà a disposizione un primo momento di incontro conoscitivo nel quale potrà conoscere il personale sanitario che la seguirà e ottenere le informazioni necessarie rispetto al funzionamento del percorso medico e psicologico, secondo un approccio multidisciplinare e personalizzato su ciascuna coppia.

A questo primo incontro, per le coppie che lo vorranno, seguiranno tre successivi incontri, ciascuno in un momento che porta con sé difficoltà e ansie differenti: uno, subito prima dell’inizio dell’avvio del trattamento; il secondo, nella fase nella quale operativamente la coppia effettua il trattamento individuato come ideale per l’ottenimento della gravidanza; il terzo, nel momento in cui il trattamento sarà ultimato.

Al termine dei tre incontri previsti per il percorso di Procreazione Assistita, la psicologa resta comunque a disposizione delle coppie che lo intendessero proseguire il percorso di consulenza e supporto anche nelle fasi successive.

Poliambulatorio Genesia di Bucci srl - DIRETTORE SANITARIO Dott. Angelo Antonellini 
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